Comunichiamo con grande dispiacere che il fondatore dello studio tecnico Trippa e Longhi, il signor Giorgio Trippa, è venuto a mancare.

Il signor Trippa era anziano e non più in attività presso lo Studio da molti anni, tuttavia ha sempre rappresentato una guida per tutti noi.

Era un faro, un grande esempio ed un grande uomo. Ha dedicato la sua vita al Lavoro e ci ha lasciato con grandi insegnamenti e grandi valori: la dedizione al lavoro e la passione nel fare il proprio mestiere.

Chi vi scrive in questo momento è Marco Cernera, attuale Legale Rappresentante dello Studio. Fin da bambino, ho trovato nel signor Trippa un Maestro, un grande uomo che insegnò tutto ciò che sapeva a mio padre, Gerardo Cernera, e lui a sua volta lo insegnò a me. Il mondo è cambiato tantissimo da allora, tuttavia i valori rimangono.

Lo Studio che lui fondò nel lontano 1963 continua ad esistere con noi giovani e meno giovani che lo portiamo avanti, orgogliosamente col nome originale.

Lascio ai lettori una lettera che il signor Trippa scrisse a mio padre nel lontano 04 Febbraio 1970, lettera attualissima anche dopo 50 anni, che mi ha ispirato lungo il mio cammino professionale e che spero potrà ispirare chiunque leggerà.

“04/02/1970

Egr. Sigr. Cernera,

Desidero illustrare qui di seguito alcuni concetti che ritengo importanti e che, credo, possano contribuire a mantenere nello Studio, non solo un grado sempre migliore di efficienza, ma ancor più, un ambiente sereno e impostato sulla fiducia e su di un sano ottimismo.

Funzione dello Studio Tecnico

Come ritengo sia ben chiaro, i nostri sforzi stanno cercando di orientare e concentrare la nostra attività sempre più verso il settore della macchina utensile e della tecnologia. Questo è un tipo di meccanica nobile e che ci qualifica in un alto livello di specializzazione.

Ognuno di noi quindi è importante e per quello che esplica attualmente e per quello che, in base all’esperienza acquisita, sarà in grado di svolgere in futuro.

Il nostro lavoro, che si può definire un “servizio per l’industria”, è già da molto tempo una attività conosciuta e ben utilizzata dalle industrie nei paesi tecnicamente più progrediti.

Per esempio negli Stati Uniti, il lavoro dei “Consulents” (ovvero di equipe di tecnici specializzati in un certo settore) svolge un ruolo importantissimo nei programmi delle industrie. L’esperienza mi insegna che non tarderà molto e questa tendenza verrà impostata in scala sempre maggiore anche in Italia.

Possiamo formulare questa considerazione: fra 10 anni avremo il raddoppio delle conoscenze scientifiche attuali e sarà industrializzata un’altra mezza Italia.

Questo per spronare ciascuno di noi in una professione che, oltre ai pregi della distinzione, dignità umana e di soddisfazione professionale, offre, e ripeto offrirà sempre più, anche buone soddisfazioni economiche.

Un’altra considerazione veloce:

L’uomo ricorre e ricorrerà sempre più all’aiuto delle macchine, ma per averle bisogna prima di tutto progettarle e disegnarle, e qui non c’è barba di Santo, ci vogliono i disegnatori tecnici.

Riprendo e sottolineo l’aggettivo “Tecnici” per distinguere e valorizzare al giusto punto il tipo di disegnatori che siamo e che sempre più vogliamo essere: Professionisti delle tecnologie meccaniche.

Sotto questo profilo non vogliamo essere secondi a nessuno e cercherò per quanto è possibile di incrementare l’efficienza dello Studio con tutti gli accorgimenti e gli investimenti validi a questo scopo.

Dopo questa premessa (che mi sembra molto importante, in quanto pone le basi sulle scelte dell’attività che ognuno di noi, me compreso, sta facendo) elenco qui di seguito qualche esortazione:

1)  Impegno personale di ogni collaboratore.

Ognuno di noi contribuisce con il proprio lavoro al buon andamento dello Studio. Pertanto è necessario che ciascuno faccia tutto quello che è nelle sue possibilità per migliorare il livello del proprio lavoro. Come primo risultato avrà ottenuto un miglioramento di se stesso.

All’opposto, la scarsa o cattiva partecipazione si ripercuote negativamente su tutto il complesso con effetti anche deprimenti sul morale di chi si impegna con zelo e serietà.

2) Suggerimenti e partecipazione attiva alle decisioni.

Desidero che ognuno esprima i suoi pareri in merito al lavoro, con grande lealtà e partecipi nella ricerca dei metodi migliori, atti allo svolgimento dei lavori, non lesinando critiche al mio operato.

3) Scorrevolezza del lavoro.

Pur premettendo che il primo obiettivo da ottenere è un lavoro ben fatto, rimane pur sempre importante stabilire il giusto punto di incontro con il relativo tempo di svolgimento.

A questo proposito sollecito ognuno di Voi a esporre le proprie considerazioni quando si accorge che il lavoro, così come è impostato, non fluisce con quella scioltezza che sarebbe opportuno ottenere. Questo anche per prendere tempestivamente i provvedimenti del caso.

4) Buon senso decisionale.

A tutti i livelli ognuno di noi si sforzi di ottenere da se stesso quelle risposte che per comodità rivolge continuamente al capo.

Importante in questo caso è dare prova di buon senso e non mettere sullo stesso piano decisioni vitali e decisioni di livello secondario. A volte per piccole decisioni, in caso di dubbio, è bene il ricorso alla soluzione più immediata e che quindi ha già, in sé, il vantaggio della rapidità.

5) Senso di autodisciplina.

Credo mi sia dato atto di non avere mai fatto pesare il ritardo nel giungere in ufficio o i permessi presi durante le ore di lavoro. Vorrei comunque ricordare che, chi per motivi importanti, ritarda dall’orario oltre un’ora è bene avvisi telefonicamente in modo che si possano effettuare i programmi di lavoro opportuni senza incertezze.

Ripeto ancora che questa è una prassi importante. Resta inteso che è meglio avvisare il giorno prima.

Al nostro tipo di lavoro, basato sulla fiducia reciproca, mal si adatta una forma rigida e burocratica dell’orario di inizio lavoro, che è pur sempre affidato al senso di onestà dei singoli. Desidererei comunque che anche qui non ci fossero delle eccezioni permanenti.

6) Segretezza del nostro lavoro.

E’ bene che i metodi dello Studio, i nominativi dei clienti e i dettagli delle tecnologie, non vengano divulgati fuori ufficio. A questo proposito i molti clienti ci hanno sollecitato ad ottenere dai collaboratori un impegno firmato di segretezza.

Termino formulando l’augurio che questa mia lettera aperta possa servire a una migliore interpretazione dei nostri compiti e responsabilità.

Salute e buon lavoro a tutti

Giorgio Trippa

Trippa e Longhi – Disegni Meccanici”

 

Che la terra ti sia lieve Giorgio. Un caro abbraccio da tutti noi, ovunque tu sia.

Marco Cernera